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‘Izzat-al-Qamḥāwī
Letteratura

Lo scrittore egiziano ‘Izzat al-Qamḥāwī

Uno degli autori più rappresentativi della letteratura araba contemporanea e della classe intellettuale egiziana è senza dubbio il giornalista e scrittore egiziano ‘Izzat al-Qamḥāwī che l’11 dicembre del 2012 vince la Medaglia Nağīb Maḥfūẓ per la letteratura grazie al romanzo Bayt al-Dīb (La casa dei Lupo), tradotto in inglese col titolo The House of the wolf da Nancy Roberts.

Biografia dell’autore

‘Izzat al-Qamḥāwī o Ezzat el-Kamhawi è nato il 23 dicembre del 1961 in un piccolo villaggio di Mīt Suhayl che si trova nel Governatorato di Šarqiyyah (leggi Sharqiya). Ha scritto due raccolte di racconti, dieci romanzi e due saggi di cui uno tradotto in italiano.

Nel 1983 si è laureato in giornalismo all’Università del Cairo. Ha iniziato la sua carriera giornalistica lavorando per il quotidiano egiziano al-Aḫbār (Le notizie). Nel 1993 ha contribuito alla fondazione della rivista culturale settimanale Aḫbār al-adāb (Le notizie letterarie), di cui è stato direttore tra il maggio 2011 e settembre 2013. Attualmente collabora coi quotidiani al-Miṣrī al-Yawm (L’Egiziano oggi), al-Quds al-‘arabī (Gerusalemme araba), al-Ğumhūriyyah (La Repubblica), la rivista al-Aḥrār (I Liberi). Nel 2011 si è trasferito in Qaṭar dove dirige la rivista culturale che prende il nome della capitale, Dūḥa.

Lo scrittore inoltre ha fondato un proprio sito internet chiamato alayk.net dove si possono trovare sezioni dedicate alla politica, alla letteratura, alle informazioni, alla società, all’arte e alle selezioni, cioè estratti di romanzi scelti dall’autore.

Allarme SPOILER

La narrazione comincia senza alcun preambolo, entrando direttamente nel vivo della vicenda, pressoché alla fine del romanzo. l racconto inizia e termina proprio nel momento in cui l’anziana Mubarka al-Fuli chiede di scrivere una lettera a Dio e incontra il nipote del suo primo amore giovanile, l’omonimo Muntaṣir al-Dib. Nelle prime pagine i due si innamorano ma dopo 7 anni dal loro primo incontro Muntaṣir va via dal villaggio perché Mugahid, il padre adottivo e zio di Muntaṣir, chiede a Badr, padre di Mubarka, di sposare la figlia.

Il romanzo è costituito da un enorme flashback. Dal secondo capitolo in poi l’autore ci racconta la nascita del villaggio di al-Ish, successivamente l’autore descrive la vita del villaggio che si intreccia con la storia Europea e mondiale. La storia vede l’incursione Napoleonica in Egitto del 1798-1801 e la guerra in Kuwait del 1990 come gli estremi temporali principali.

Dal terzo capitolo in poi il romanzo si concentra sul matrimonio tra Mugahid e Mubarka, del rapporto tra Mubarka e Ḥafiza, la prima moglie di Mugahid. Durante la storia incontriamo tanti personaggi e nascono tanti bambini, dando vita a una storia lunga almeno quattro generazioni. Durante l’ultimo capitolo il giovane Muntaṣir torna al villaggio ma non si tratta dello stesso Muntaṣir che Mubarka conobbe quando era giovane. Davanti a lei ormai invecchiata si mostra un ragazzo giovane, identico al suo Muntaṣir e con il suo stesso odore.

Per scoprire i personaggi più influenti del romanzo clicca su Albero genealogico della famiglia al-Dīb.

Analisi strutturale di Bayt al-Dīb

Bayt al-Dīb è il sesto romanzo nonché l’ottava opera scritta da ‘Izzat al-Qamḥāwī. Il titolo può essere tradotto letteralmente come La casa dei Lupo oppure più liberamente come La Saga dei Lupo. La storia è una saga familiare le cui vicende delineano la vita di quattro generazioni appartenenti alla famiglia al-Dib. Il racconto è composto da 313 pagine ed è diviso in trenta capitoli ai quali lo scrittore ha deciso di non annettere alcun titolo. Si può ipotizzare che tale scelta sia stata effettuata per non dare nessuna anticipazione al lettore.

Per tutto il romanzo il narratore è esterno e onnisciente e si esprime in terza persona. I personaggi vengono descritti attraverso i loro modi di agire e le loro riflessioni, da cui si possono comprendere le loro caratteristiche psicologiche, sociali, economiche, culturali e i loro ideali, anche se ci vengono concessi pochi dettagli fisici.

Per la maggior parte del testo il narratore si limita a riassumere i discorsi tra i personaggi per trasmettere le informazioni fondamentali. Tuttavia a volte riferisce le parole del personaggio citandole direttamente tramite un trattino (-) e introducendole con un verbo dichiarativo.

Il romanzo è scritto in un raffinato ed equilibrato arabo standard moderno, frammezzato dall’uso sapiente del dialetto egiziano scelto per dare un effetto realistico alla voce dei personaggi nella parte dialogica. Le descrizioni, estremamente dettagliate, prevalgono sui dialoghi.

Le vicende avvengono nel villaggio rurale di al-Ish un luogo immaginario a cui l’autore dà una collocazione nei pressi delle città di Bilbays e Zaqaziq e del villaggio di Mit Suhayl, appartenenti al Governatorato di Šarqiyyah, cioè un distretto a nordest del Cairo.

Altri romanzi consigliati

Celebre è anche il primo romanzo di al-Qamḥāwī, Madīnat al-laḏḏah (La città del piacere), considerato una delle espressioni più particolari della produzione egiziana. Tradotto in italiano da Isadora d’Aimmo, che afferma:

“Lo scrittore non giudica, non esprime condanne o giudizi di valore. Si limita a raccontare, e solleva il dubbio che nei luoghi in cui l’amore è negato, una certa misura di follia animi i rapporti e che, in fin dei conti, nessuno sia immune dal perdersi e dall’alienazione”

al-Qamḥāwī mostra le sue qualità di giornalista e saggista in al-‘Ār min alḍiffatayni: ‘abīd al-azmanah al-ḥadīṯah fī marākib al-ẓulmāt (Vergogna tra le due sponde. Schiavi dei tempi moderni sulle navi delle tenebre). Affronta il delicato tema dell’immigrazione clandestina, con lo scopo di indagare sulle ragioni che spingono i ragazzi ad affrontare un viaggio così pericoloso. Il libro è stato tradotto in lingua italiana da Marianna Massa per fornire all’italiano medio un’analisi politica, filosofica, storica, sociologica e antropologica della società egiziana a partire dalla rivoluzione del 1952.

Per rendere l’articolo più agevole da leggere alcune parole sono state adattate all’alfabeto italiano, in particolare i nomi dei personaggi del romanzo Bayt al-Dīb, invece altre rispettano la traslitterazione ufficiale. Vedi la Tabella dell’alfabeto arabo per scoprire la pronuncia di queste ultime.

L’articolo si basa sulla Tesi di laurea magistrale scritta dalla fondatrice di Una finestra sul mondo arabo, Giorgia Melis. Per leggere l’elaborato intero clicca qui.

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