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Darwish Stato d'assedio
Letteratura

Maḥmūd Darwīsh – Stato d’assedio

Maḥmūd Darwīsh (al-Birwa, 1941 – Houston, 2008) fu un poeta, scrittore e giornalista palestinese, attualmente considerato tra i maggiori poeti in lingua araba. Definito anche come il poeta della resistenza palestinese o il poeta della terra occupata, vinse prestigiosi riconoscimenti internazionali. Ha pubblicato circa venti raccolte di poesie e sette opere in prosa, e solo una minima parte è stata tradotta in italiano. Tra queste ricordiamo il testo Stato d’assedio.  Puoi trovare un estratto alla fine dell’articolo.

Elementi biografici

Il villaggio in cui nacque Darwīsh venne distrutto durante il conflitto arabo-israeliano del 1948 e poi dichiarato inaccessibile. Dopo un anno riuscì a tornare a casa insieme ai suoi genitori, tuttavia come ospiti illegali. Nel corso della sua vita Darwīsh venne spesso arrestato, anche perché usava recitare delle poesie sovversive in pubblico.

In qualità di membro parlamentare dell’Autorità nazionale Palestinese, dopo un esilio di 26 anni, nel 1996, ottenne il permesso israeliano per far visita alla sua famiglia.

Curiosità su Darwīsh

Darwīsh scrisse il testo della Dichiarazione d’Indipendenza dello Stato Palestinese, promulgata nel 1988 e fu la prima e unica personalità palestinese, subito dopo Yāsir ‘Arafāt, a cui organizzarono un funerale di stato.

Opere tradotte in italiano:

  • Una memoria per l’oblio, postfazione di Gianroberto Scarcia, Roma, Jouvence, 1997;
  • Meno Rose, prefazione di Gianroberto Scarcia, Venezia, Cafoscarina, 1997;
  • Perché hai lasciato il cavallo alla sua solitudine, traduzione di Lucy Ladikoff, Genova, S.Marco dei Giustiniani, 2001
  • Murale, traduzione di Fawzi Al Delmi, Milano, Epoché, 2005;
  • La mia ferita è una lampada ad olio, traduzione di Francesca M. Corrao – Raffaella LA Scaleja, Roma, De Angelis, 2006;
  • Oltre l’ultimo cielo. La Palestina come metafora, traduzione di Gaia Amaducci – Elisabetta Bartuli – Maria Nadotti, Milano, Epoché, 2007;
  • Il letto della straniera e altre poesie d’amore, traduzione di Chirine Haidar, Milano, Epoché, 2009;
  • Come fiori di mandorlo o più lontano, traduzione di Chirine Haidar, Milano, Epoché, 2010;
  • Stato d’assedio, traduzione di Wasim Dahamsh, Roma, Edizioni Q, 2014;
  • Una trilogia palestinese, a cura di Elisabetta Bartuli, Milano, Feltrinelli, 2014;
  • Il giocatore d’azzardo, traduzione di Ramona Ciucani, Messina, Misogea 2015;
  • Undici pianeti, a cura di Silvia Moresi,  Milano, Jouvence, 2018.

Stato d’assedio

Vorrei concentrarmi sul testo Lo stato d’assedio, scritto quando l’autore si trovava a Ramallah nel 2002, quando l’esercito isrealiano, guidato dal generale Ariel Sharon, la distrusse e la occupò.

Il titolo fa riferimento alla condizione di assediato, cioè allo stato psico-fisico di una persona che si ritrova a essere assediata, quindi alla condizione soggettiva dell’assedio, ma esprime anche la condizione oggettiva, cioè l’autore descrive l’assedio vero e proprio da parte degli israeliani.

Il testo pare formato da una serie aforismi, il primo di questi si trova in alto, in questo articolo. 

Fonti:

Isabella Camera d’Afflitto, Cento anni di cultura palestinese, Roma, Carocci Editore, 2007;

Wasim Dahmash, Stato d’assedio Roma, Edizioni Q, 2014;

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